Prof del liceo di Broni, autore teatrale per i suoi studenti, poeta, e ora anche romanziere: domenica 4 dicembre Bruno Civardi ha presentato, in Villa Nuova Italia, Maria Tramaglino, ideale seguito dell’opera manzoniana.

L’atmosfera è serena, d’altra parte il prof ha una robusta presenza scenica maturata negli anni di insegnamento, recentemente coronati dalla pensione. E un po’ tutti ci immaginiamo che siano stati gli otia della maturità ad aver favorito il parto letterario; invece, nel corso della presentazione scopriamo che è stato soprattutto l’infortunio della moglie (mia prof alle medie) ad avergli lasciato il tempo e lo spazio per la scrittura. Dal modo con cui viene presentata mi sovviene una dinamica familiare ”alla Raimondo e Sandra”, e sorrido al pensiero di un’unione così duratura e solida fra loro.

L’assessore Bongiorni introduce l’incontro e presenta il corposo curriculum del prof, il quale, fra le altre attività, ha anche collaborato con il Comune per eventi culturali cittadini. Seguono poi le parole di Graziella Moroni, presidente dell’UniTre di Broni, del cui corpo docente fa parte lo stesso Civardi. A proposito della sua Maria Tramaglino, dice: “è una ragazza determinata, decisamente moderna”.

La presentazione è stata condotta dal prof e dal suo collega Mario Castini, che si definisce “peregrino fra i vari licei della zona”: insieme si palleggiano i contenuti, le emozioni e la genesi del libro (“s’è fatto da sé”) di cui danno un’ampia panoramica, senza però togliere al futuro lettore il piacere della scoperta. Ci parlano della stesura “segreta”, chiuso in studio; dell’anno 1647 in cui è ambientato il romanzo, l’anno di Masaniello a Napoli, meta del viaggio di Maria; e delle avventure che vive per arrivarci, e di come “tutto il mondo è teatro”, in omaggio ai suoi studenti-attori, di cui molti sono presenti in sala.

Civardi con l’editore Pedrazzi

Non c’è dubbio che il prof sappia stare coi giovani, come giovane è anche il suo editore, Paolo Pedrazzi (Cortocircuito, Arti Grafiche Oltrepò), che dell’editoria ha fatto una filosofia di vita (anzi, il contrario: la sua è “una casa editrice nata con una solida base filosofica alle spalle”, come dice in questa intervista). Grazie al sodalizio fra autore ed editore, dice, è possibile rendere accessibili al pubblico opere di qualità in un mercato ormai saturo di produzione letteraria “industriale”.

(Roberto Bonacina: da Pavia, provincia e dintorni – 8/12/2011)