Sabato sera, 17 maggio, al teatro De Tommasi di Broni, ha debuttato lo spettacolo “O bella età dell’oro”, liberamente ispirato all’Aminta di Torquato Tasso (Ferrara, 1573), allestito a cura del laboratorio teatrale del Liceo scientifico di Broni, costituito da un gruppo di 34 studenti diretti dal prof. Bruno Civardi.

Hanno collaborato per le musiche Giangiacomo Pinardi, per le coreografie e danze Nicoletta Vercesi, per la scenografia Domenico Pinardi, per gli aspetti tecnici Andrea Tisato, ex studente del liceo. Grande successo di pubblico che, numerosissimo, ha reso omaggio a tutto il gruppo teatrale con lunghi e ripetuti applausi che hanno coronato le fatiche di molti mesi di prove. Al termine dello spettacolo, divertente ed emozionante, l’apprezzamento del preside, dott. Teresio Nardi, dell’assessore Bongiorni del comune di Broni e del dott. Gallinari del Lions Club di Broni.

Lo spettacolo è stato replicato a Stradella, presso il Teatro Sociale, venerdì 6 giugno alle ore 21.00

Giovedì 16 e venerdì 17 ottobre si è svolto il viaggio dei nostri studenti/attori a Ferrara, per la terza rappresentazione dell’Aminta : questa volta nella prestigiosa Sala Estense del Palazzo Comunale, alla presenza di qualificati esponenti della cultura locale e nazionale come Gianna Vancini e Gianni Venturi , uno dei massimi esperti del Tasso in Italia. Lo spettacolo è stato offerto come nostro omaggio alla bella e nobile città del Rinascimento, dove Torquato Tasso realizzò e mise in scena il suo Aminta (1573).

Personaggi ed Interpreti

I principali personaggi della nostra vicenda sono quelli dell’Aminta originale, a volte con qualche differente sfumatura di carattere: Aminta, Silvia, Tirsi, Dafne, il Satiro. Ci sono ancora Venere e Cupido, ci sono Elpino e Nerina. Del tutto nuovi sono i pastori Caristo e Melisso, nonché le pastorelle Fillide ed Egle. Nuove, ovviamente, sono anche le figure del Regista, dello Spettatore e della Spettatrice. Nell’originale compaiono Proteo e Pan, con altri pastori e ninfe (Batto, Mopso, Licori), tutti assenti invece nel nuovo testo.

Personaggi ed interpreti

O Bella età dell’oro

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Il testo

Mattino. Tirsi canta un madrigale (Qual rugiada o qual pianto), quindi dialoga con il Coro, cui accenna certi suoi cupi presentimenti. Rimasto solo, canta un altro madrigale (La bella pargoletta). Giunge Aminta. Conversano sull’importanza di avere un buon padrone … poi Aminta confida all’amico il suo amore infelice per Silvia. Tirsi promette di far intervenire Dafne e si allontana. Aminta, rimasto solo, declama i versi montiani del suicidio, dagli Sciolti al Chigi (Sull’orlo dell’abisso). Ritorna il Coro: Elpino dedica alla sua donna Sovra una verde riva (dalla Arcadia, di Sannazaro).

Mezzogiorno. Dialogo tra Dafne e Silvia. Silvia si allontana, decisa ad insistere nel suo rifiuto. Dialogo tra Dafne e Tirsi, che si accorge della mancata delicatezza di Dafne. Giunge anche Aminta, che accetta la proposta di Dafne di andare al fonte, ove Silvia ha detto di volersi bagnare. Tirsi intanto si rende conto che la donna può mascherare il proprio desiderio e gradire un po’ di violenza … Dialogo tra Venere e Amore. Sipario

Pomeriggio. Monologo del Satiro. Mentre corre alla fonte, incrocia il Coro. Il Regista e due Spettatori interrompono la storia per discutere della sua validità. Il Coro riprende e canta O bella età dell’oro.

Sera. Melisso parla di un suo sogno (cfr. Odi, Melisso, di Leopardi). Accorre Tirsi, che svela la passione di Aminta, racconta di come Aminta soccorse Silvia e come questa fuggisse da lui. Chiede al Coro di trovare il giovane e di aiutarlo … ma arriva  Dafne, con la notizia che Silvia è stata sbranata dai lupi. Aminta, che ha sentito tutto, corre disperato ad uccidersi … Il Coro intona Tacciono i boschi e i fiumi.

Notte. Silvia sopraggiunge e spiega tutto al Coro, stupito. Saputo di Aminta, si dispera. Ma ecco Elpino, lieto, sia per sé sia per Aminta, che è salvo. Silvia gioisce e dopo una breve preghiera al dio Amore (A che più strali, Amor, dalle Rime di Ariosto) corre da lui. Filli (ovvero Amaranta …) dichiara di amare Elpino.

Coro e danze finali, con la partecipazione delle coppie sorridenti. Tutti vanno. Tirsi, rimasto solo, canta il madrigale Ecco mormorar l’onde. Sipario.

“Quel dolce pomo, che per tanti rami
cercando va la cura dei mortali.”

da Aminta, di Torquato Tasso, 1573

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