Le Troiane

ovvero la voce delle vittime

dramma satiresco liberamente ispirato ad Euripide

Un dramma satiresco senza più satiri, ma con un curioso, umanissimo gregge parlante: e questo grazie ad un incantesimo del buon mago Télemo, che ha cercato di educare Polifemo e di fare della terra dei Ciclopi un luogo ideale di pace e di amore …  Ma le mancate nozze con Galatea hanno indotto Polifemo a scegliere la brutalità e la solitudine, destinandolo alla sconfitta nello scontro con Ulisse.

Neppure la civiltà greca tuttavia, machiavellica ed imperialistica, può costituire una soddisfacente alternativa allo stato di natura: infatti il povero Acheménide, cinicamente abbandonato da Ulisse e raccolto da Enea, dovrà riprendere l’eterno viaggio umano alla ricerca della patria definitiva …

La rivisitazione dell’antico esemplare letterario ci consegna una favola mitologica ricca di personaggi e di spunti tematici, grazie ad un gioco incrociato di testi, che vanno da Euripide a Teocrito, da Virgilio a Lucio Dalla, per finire con le visionarie terzine de Il tempo delle origini, del compianto poeta stradellino Ugo Magnani, attraverso le quali il marinaio filosofo Sòcrates esprime la consapevolezza della ferinità, come di una presenza originaria occultamente conservata in ciascuno di noi.

Le Troiane, ovvero la voce delle Vittime. Dramma satiresco liberamente ispirato ad Euripide

La voce del piccolo Astianatte , che dalla ingenuità infantile passa d’un tratto alla consapevolezza della morte; le voci dei soldati greci, i quali – tra paura ed ostentato cinismo – si interrogano sul loro imminente destino; la voce di Ecuba impazzita e quella di Taltibio, che la riconosce sacra agli Dei; le voci delle donne di Troia, vittime indifese della violenza dei vincitori : la voce di Elena , che si difende, disperatamente attaccata alla vita …

Espressione del tormentato razionalismo del’autore e del suo impegno intellettuale contro la politica imperialistica del governo ateniese, il dramma euripideo delle prigioniere troiane è un dramma fatto soprattutto di voci, che vogliono essere tutte ascoltate, o almeno potersi esprimere , perchè – come afferma il Coro – per chi soffre è grande sollievo , con il canto lenire il dolore.

Con cautela e rispetto, il testo euripideo è stato integrato da alcune voci che moltiplicano quelle originali , nell’intento di rafforzarle , interpretarle e riproporle , attuali più che mai. E le macerie della guerra di Troia, che fa da sfondo,sono anche quelle della guerra del Peloponneso, ed di tutte le guerre e i genocidi della storia, compresa la nostra di oggi.

TESTO E REGIA: BRUNO CIVARDI

MUSICHE: GIANGIACOMO PINARDI

COREOGRAFIE: NICOLETTA VERCESI

SCENOGRAFIE: GABRIELLA DAPIAGGI

LUCI E SUONO: ANDREA TISATO

  • NATALIA PREGAGLIA

  • SILVIA ACHILLI

  • ELEONORA COMPAGNONI

  • SASHA PELLEGRINI

  • ROBERTA REPOSSI

  • DENIS VALENTI

  • SUSANNA LOMBARDINI

  • ANDREA COLOMBI

  • GIAMMARCO BREGA

  • SERENA CANZANO

  • CECILIA BALDINI

  • JENNIFER GUIDOLIN

  • NICOLO’ CHIESA

  • EDOARDO FOLINO GALLO

  • RICCARDO DELLAPORTA

  • FRANCESCA SANTIMARIA

  • ALESSANDRA COLOMBO

  • FEDERICA MORINI

  • VALENTINA SALVINI

“Per chi soffre è grande sollievo, con il canto, lenire il dolore”

Parodo

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