Il testo

PROLOGO

Dialogo tra Polifemo e sua madre Anfitrite, angosciata per i comportamenti del figlio, avviato ormai verso un destino irrevocabile. E’ l’alba: Ariete esce dalla grotta e chiama a raccolta le sue pecorelle.

PARODO

Canto delle pecorelle (“In mezzo al mare azzurro”)

PRIMO EPISODIO

Ulisse e i suoi marinai sbarcano sulla terra dei Ciclopi e si preparano a visitarla.

PRIMO STASIMO

Canto di protesta dei marinai (“Itaca”).

SECONDO EPISODIO

Elpenore propone con scarso successo una sua poesia, mentre Ulisse e Socrates discutono sui rapporti fra intellettuali e potere. Riappare Ariete: dopo le reciproche presentazioni, avendo ricevuto sui Ciclopi informazioni più precise, Ulisse promette di portare in Grecia Ariete e le sue mogli, se questi lo aiuteranno ad evitare Polifemo.

SECONDO STASIMO

Canto amebeo: Ulisse sogna viaggi e successi nuovi, mentre Ariete già prova nostalgia per la sua vecchia patria, ma pure immagina una terra dove poter vivere da vero uomo. Danzano intanto, in simpatiche coppie, marinai e pecorelle.

TERZO EPISODIO

Ulisse fa assaggiare ad Ariete il vino. Questi si dice pronto a sacrificare uno dei suoi agnelli in vista della fuga, ma ecco che tornano i marinai mandati in esplorazione, annunciando di aver visto i Ciclopi! Un grido e alcuni passi spaventosi anticipano la comparsa di Polifemo.

TERZO STASIMO

Canto di Polifemo, che lamenta il proprio amore non corrisposto per Galatea (“Candida Galatea, perché rifiuti …?). Danzano le ninfe del mare, tra cui appare la stessa Galatea.

QUARTO EPISODIO

Polifemo rimprovera l’ozioso gregge parlante e poi si accorge della presenza dei Greci. Invano Ulisse tenta di indurlo a un comportamento ospitale: Polifemo vuole punire gli intrusi mangiandoseli e li rinchiude nella sua caverna.

QUARTO STASIMO

Canto e danza dei Ciclopi e delle Ciclopesse (“Schiudi le labbra”), che inneggiano al pasto cannibalico. Disgustati e atterriti, vi partecipano anche il gregge ed il superstite gruppo degli uomini.

QUINTO EPISODIO

Ulisse narra ad Ariete i particolari dell’orribile pasto, promettendo vendetta e fuga. Riappare Polifemo, ubriaco, che si lascia convincere a continuare da solo il baccanale, ma conferma l’intenzione di mangiarsi tutti gli stranieri, compreso quel simpaticone che dice di chiamarsi Nessuno …

QUINTO STASIMO

Ultimo, drammatico, canto del gregge, che va rimutandosi in forma animale (“Tenaglia di greca canaglia”).

ESODO

Urlo di Polifemo, accecato. Accorrono i Ciclopi, ma la beffa del nome escogitato da Ulisse fa sì che essi prendano per pazzo il collega. Polifemo esce dalla grotta, brancolando, e non si accorge che il suo gregge parlante sono in realtà i Greci fuggitivi. Achemenide, incalzato dal Ciclope, si allontana ed Ulisse dà ordine di salpare: Socrates rifiuta di abbandonare l’amico e decide di restare, consapevole ormai che Ciclopi e Uomini sono uguali (Canto di filosofo: “Compresi alfine”). Cadrà però sotto i colpi dei Ciclopi.

EPILOGO

Achemenide incontra Galatea, la quale lo conduce da Telemo, il buon mago che aveva cercato di educare Polifemo al bene. Telemo profetizza al giovane l’arrivo di Enea e la ricerca di una nuova patria.