IL GIORNALE DELL’OLTREPO’, MAGGIO 2007 – di Antonella Castellazzi Ferrari

Liceo di Broni

LE TROIANE, OVVERO LA VOCE DELLE VITTIME

Nuovo successo del laboratorio teatrale diretto da Bruno Civardi

E’ stato rappresentato a Broni all’oratorio De Tommasi il nuovo lavoro del Laboratorio Teatrale del liceo bronese. Proseguendo lo studio avviato con “Ifigenia” e continuato con “Il Ciclope”, il Laboratorio ha messo in scena quest’anno un’altra opera di Euripide, riscritta e adattata dal prof. Bruno Civardi: “Le Troiane, ovvero la voce delle vittime”. Un successo, cui del resto Civardi ci ha abituati in questi anni, che conferma, pur nel passaggio delle generazioni di studenti e nel riscontro costantemente positivo del pubblico, la validità dell’esperienza teatrale nella programmazione scolastica, nella riscoperta dell’attualità dei classici, nella funzione formativa che il recitare svolge nella crescita degli adolescenti.

“Le Troiane”, tragedia euripidea in piena regola, è stata una scelta difficile per la vicenda drammatica, l’umiliazione dei vinti, l’arroganza dei vincitori; ma anche una scelta coraggiosa, perché sfida i ragazzi a riflettere su un teatro di grande levatura e su temi che sono di tragica attualità. “Un importante contributo per il Liceo e la comunità bronese”, ha sottolineato il Preside, prof. Stefano De Luca. L’opera rappresenta la sorte di schiavitù riservata alle figlie, alle nuore, alla moglie del re Priamo per mano dei Greci. Sullo sfondo, nell’elegante scenografia curata dalla prof.ssa Gabriella Dapiaggi, le macerie della grande città un tempo potente ed ambita; in primo piano Ecuba, che ha perduto il marito Priamo, tutti i figli morti in battaglia, e che vedrà morire il piccolo nipote Astianatte e ridotte in schiavitù le figlie. Il dolore di Ecuba è l’elemento drammatico unitario, con cui l’opera fin dalle prime battute coinvolge lo spettatore e lo porta alla conclusione in un fiato, in un ritmico dispiegarsi di fatti e riflessioni, nel crescendo continuo e ben costruito che prepara l’esito finale. Un’opera grande nel dato euripideo, una recitazione pressoché perfetta dei ragazzi, una guida, va da sé, magistrale di Bruno Civardi.

Broni non è stata questa volta la sede del debutto. La tragedia è stata rappresentata con grande apprezzamento lo scorso 14 aprile nell’ambito del Festival del Teatro nella Scuola, organizzato col patrocinio della Regione a Lovere, sul lago d’Iseo, uno dei borghi più belli d’Italia. Il 18 maggio sarà la volta del Teatro Fraschini di Pavia, dove lo scorso anno il Laboratorio aveva rappresentato “Il Ciclope”, e infine probabilmente in autunno “Le Troiane” andranno in scena al Sociale di Stradella. Alla realizzazione scenica collaborano come sempre Giangiacomo Pinardi per la veste musicale, con musiche di Ravel, Cacciapaglia, Mahler, Dvòrak e altri. Nicoletta Vercesi e Marta Pregnolato per le coreografie; Bernini e Tisato per gli aspetti tecnici. Tra gli attori vanno segnalate in particolare Cecilia Baldini, nei panni di Ecuba, e Serena Canzano, in quelli di Andromaca; ma bravissimi anche gli altri: Alessandra Colombo (Cassandra), Riccardo Dellaporta (Menelao), Andrea Colombi (Taltibio), Valentina Salvini (Elena); e poi ancora Silvia Achilli, Gianmarco Brega, Sacha Pellegrini, Denis Valenti, Eleonora Compagnoni, Jennifer Guidolin, Susanna Lombardini, Federica Morini, Natalia Pregaglia e Roberta Repossi, Francesca Santimaria.