Motivi di una scelta
Ma perché riproporre oggi l’Aminta ? A questa possibile domanda, potremmo rispondere con un’altra: la ricerca della felicità è forse un tema poco importante da portare sulla scena? Noi non crediamo. E se qualcuno obiettasse che non è un tema “impegnato”, tipo quelli di carattere politico e civile, noi gli diremmo di guardare ai contrasti che la vicenda presenta, anche implicitamente (mito-realtà, idillio-antidillio, città-campagna, potere-popolo), oppure al dramma sotteso alle parole del Satiro (Terzo Tempo, Scena 1): e si scoprirebbe che il tema della felicità è solo apparentemente banale e sentimentale, perché tocca corde universali e problemi importanti, anche nella veste leggera di una favola di corte. Per questi aspetti, il gioco narrativo e teatrale dell’Aminta (i cui personaggi sono tutti alla ricerca, più o meno consapevole, disperata o sottile, della felicità) risulta ancora attuale e godibile. In un primo momento la felicità, e con essa la pace, sembrano cose lontane, quasi chimere inafferrabili; poi, come è giusto, la favola si chiude con un luminoso happy end.