IL MONDO DEL LUNEDI’,4 MAGGIO 2009
Spettacolo Gli studenti del Liceo di Broni, guidati dal professor Civardi, sbarcano nel tempio della cultura provinciale
Tragicommedia Un mix di emozioni che culmina nell’immancabile happy-end delle nozze (fedeli all’originale … e non)
Che bella l’età dell’oro
Successo: lo spettacolo della compagnia teatrale del Liceo di Broni era già stato presentato l’ottobre scorso al Salone Estense di Ferrara per il gemellaggio tra Broni e la città ducale, quella in cui l’Aminta andò in scena per la prima volta, nel lontano 1573.
Eccoli, approdano a “Scuole in Scena”, la ormai tradizionale vetrina delle iniziative di teatro scolastico presenti a Pavia e nel territorio della Provincia: il palco del Fraschini sarà la prestigiosa, ultima tappa del viaggio intrapreso lo scorso anno da uno straordinario gruppo di ragazze e ragazzi sotto l’affettuosa (ma attenta) guida di Bruno Civardi, il professore di Lettere che ha inventato dal nulla il laboratorio teatrale del proprio liceo, mettendo in gioco se stesso come autore e regista e chiamando i propri studenti a essere, e a sentirsi, attori. La scelta del dramma pastorale del Tasso obbedisce al progetto di rivisitare tutto il patrimonio dei classici: dopo Euripide (con Ifigenia, Il Ciclope, Le Troiane) è la volta del Rinascimento italiano, còlto in un’opera che rispecchia il delicato momento di una incipiente crisi storica, la quale ancora oggi suggerisce che la realizzazione degli ideali può avvenire solo nel breve spazio del teatro. La scenografica cornice alle spalle dei personaggi (opera della “bottega d’arte” di Domenico Pinardi e del gruppo da lui diretto) intende per l’appunto indicare questa dimensione, lieta ma illusoria, della favola e della felicità umana in genere. Lo spettacolo è vivace e piacevole, nel suo ben dosato miscuglio di elementi tragici e comici, e con l’immancabile happy-end delle nozze, qui addirittura triplicate: oltre a quelle di Aminta e Silvia, previste da Torquato, si festeggeranno a sorpresa quelle di Tirsi e Dafne e di Elpino e Fillide.
Civardi ha messo in prosa i dialoghi del dramma, lasciando comunque alcuni importanti momenti nella veste poetica originale, anzi introducendo nel testo anche vari madrigali (uno di Ariosto, quattro del Tasso medesimo), nonché versi della Arcadia di Sannazzaro (Sovra una verde riva) e perfino del Monti (Sull’orlo dell’abisso). Il tutto impreziosito da una mirabile scelta di musiche rinascimentali, operata dal maestro Giangiacomo Pinardi. Le coreografie sono curate da Nicoletta Vercesi, mentre Andrea Tisato, già studente presso il liceo bronese, si occupa delle luci e degli aspetti tecnici della rappresentazione.
Che dire degli interpreti? “Sono tutti bravissimi – afferma il professore – e hanno raggiunto un’armonia d’insieme che a tratti sfiora la perfezione”. Questi i loro nomi: Riccrdo Dellaporta (Aminta), Francesca Visconti (Silvia), Tommaso Vecchio (Tirsi), Giulia Bardoni (Dafne), Denis Valenti (Elpino), Cecilia Baldini (Fillide), Paolo Dallagiovanna (Caristo), Irene Passarella (Egle), Giuseppe Marino (Melisso), Natalia Pregaglia (Nerina), Serena Canzano (Venere), Federica Tosca (Cupido), Valerio Radicelli (il Satiro), Mattia Sguazzini (il Regista), Nicolò Rebasti (lo Spettatore), Virginia Cagnoni (la Spettatrice). “L’ingresso è libero, venite a vederli e mi darete ragione!”